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People meet in architecture. Osservazioni, ispirazioni, suggestioni.

by Nadia Battaglio 3. November 2010 18:51

People meet in architecture. Osservazioni, ispirazioni, suggestioni.

 


Transsolar & Tetsuo Kondo 

 

L’architettura e le persone.

Ognuno dà la propria lettura. La visione è soggettiva. Non emerge una prospettiva univoca, distaccata, un movimento di pensiero che domini al di sopra degli altri. Si è nella nebbia. Ognuno cerca punti di riferimento che diano un senso al proprio andare. Chi nella natura, come una nuova nascita, un ritorno alle origini, chi attraverso il saper fare, l’arte, il luogo, l’uomo.

Smiljan Radic e Marcela Correa

 

L’architettura è comunicazione. Il percorso espositivo diventa un’esperienza conclusa in sé, prevale l’installazione, la metafora, la suggestione. Si parla un linguaggio meno specialistico, si usa il video, l’intervista, la musica. Tutto è molto fotogenico. L’obiettivo non è quello di mutare l’idea che l’opinione pubblica si fa sull’architettura, ma l’evento in sé.

AMID.CERO9,  Cristina Diaz Moreno, Efrén Garzia Grinda


L’architettura è presente. Il futuro non compare. Ci si pone domande. Si tentano alcune risposte, casi studio. L’attenzione è posta su quello che sta succedendo. Emerge il pensiero, di natura orientale, di attenzione sul fare il proprio lavoro bene ogni giorno. Forse l’unica via da seguire nella complessità della società metropolitana urbana. Nell’attenzione verranno fuori le cose giuste, per ogni momento.

Le persone non sono protagoniste. Le persone sono fruitori. Si escludono tutti gli attori che partecipano nei processi decisionali, costruttivi, abitativi. Non compare l’opera corale della società, ma le opere individuali. 

 

 

 

 

in evidenza:

"Preempitive mediocrity has become our dominant expression of respect of history. It has become impossible to date large sections of our urban production; a low grade, unintened "timelessness" is the contribution of our civilitation".

 +++ [casa Italia, OMA ] CRONOCAOS … questa l’ennesima malattia che affligge il nostro periodo storico. Da una parte si cerca di preservare, trasformando intere città in musei all’aria aperta, sacrificati alle esigenze del turismo; dall’altra si evolve, si dimenticano culture antiche e si distruggono le riserve naturali … “può una nazione sviluppata “pagare” un’altra di non evolversi?”  (OMA) Può l’arretratezza divenire una risorsa, un modo per conservare l’ambiente naturale?

Preservando si opera una scelta determinante: si seleziona  ciò che si vuole lasciare tramadare,  le tracce che testimonieranno la storia? … La memoria collettiva rischia di diventare una facciata superficiale di un’identità sempre più astratta.

 

 

 

 

 

+++ [padiglione olandese, Vacant NL, where architecture meets ideas,  Rietvield Landscape] l’ambiente è vuoto. Il messaggio è chiaro: protestare contro l'uso temporaneo del proprio spazio ai Giardini della Biennale, vuoto per la maggior parte dell'anno. Al soffitto è invece sospeso un paesaggio di  proprietà immobiliari olandesi inutilizzate a cui nessuno sembra prestare troppa attenzione  …. mentre si continua a costruire …

 

 

 

 

+++[ padiglione giapponese, Ryue Nishizawa e Yoshiharu Tsukamoto] tokyo metabolising, a 50 anni dalla nascita del movimento architettonico giapponese del Metabolismo, i curatori riflettono sull’evoluzione della città. I grandi modellini simulano la parcellizzazione del tessuto urbano, mentre i video  animano l’evoluzione che li investe a ritmi vorticosi (la vita media di un palazzo è di 25 anni). A fronte della crisi economica e sociale, quale le linee di sviluppo possibili in un’ottica di sostenibilità sociale e ambientale? (http://www.contesti.eu/arte-design/tokio-decadence-tokio-metabolizing)

 

 

 

+++ [Il padiglione belga, Jef Gey, Dirk Snauwaert] Usus/usures:  porzioni di pavimenti, scale, rivestimenti segnati dal tempo, dall’uso e dal consumo. Un approccio basico al rapporto con la materia, con la tecnologia. Se, da una parte, l’ambizione tecnologica è quella di non necessitare mai manutenzione, la realtà porta i segni dello scorrere del tempo, del peso della polvere, dimostrando che così non è, che tutto degenera e si trasforma. Una volta la manutenzione era quotidiana, oggi, la si vuole cancellare, piuttosto si sostituisce l’elemento …

 

 

 

 

+++ [mumbai architects, arsenale] un consiglio a tutti i giovani architetti? Praticare costantemente, come se l’architettura fosse uno strumento musicale. Praticare quotidianamente concentrandosi sul momento, sul fare bene il proprio mestiere.

http://www.labiennalechannel.org/locator.cfm?PageID=3151

 

 

L’invito è quello di commentare e completare queste brevi osservazioni….

 

 

Links:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-43296da2-fa60-437d-9a4e-730fe3049cc3.html?p=0

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-43296da2-fa60-437d-9a4e-730fe3049cc3.html?p=0

 

foto: Lorenzo Serra

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Category: 12.Biennale di Venezia

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