by PLinto
30. June 2010 01:02
Rin…pianto
Francesca Arri
Il gioco è oltrepassare l’ostacolo, fisico ed emotivo.
Un installazione provocatoria che obbliga le persone ad interagire con un tappeto di cipolle, una sfida che può declinarsi in vari modi: non pestare le cipolle, non piangere in pubblico…


In un luogo di passaggio obbligato, senza finestre, a cui si accede attraversando un sipario, ci si trova davanti ad un pavimento completamente ricoperto di cipolle quasi tutte tagliate che il fruitore dovrà calpestare per accedere allo spazio successivo, i vapori dell’acido degli ortaggi spappolati stagneranno nella stanza provocando un pianto fittizio agli avventori.
La cipolla per gli antichi simboleggiava la vita eterna per i suoi cerchi concentrici, si credeva potesse ridare il respiro ai morti e veniva usata come cura per l’infertilità, contiene un veleno nocivo solo agli occhi utile in questo caso per giocare con i sentimenti delle persone. L’opera induce uno stimolo fisico separandolo dal sentimento che generalmente lo provoca travolgendo lo spettatore in un pianto asettico, vuoto ed insensibile.