by PLinto
30. June 2010 00:00
Il gioco è un pretesto
Gabriele Cavoto

Il gioco ci permette di occupare fisicamente uno spazio con una azione che può essere ben definita da regole e obiettivi ma che può anche risultare spontanea e spensierata. Questa “occupazione” arricchisce lo spazio di una nuova funzione, temporanea e reversibile.
Prendete quattro oggetti e posateli ordinatamente a terra in un prato, otterrete un campo da calcio e le relative porte. Questi oggetti, così disposti, definiscono uno spazio e ne permettono un utilizzo particolare.
L’installazione proposta ha un po’ questo spirito: occupare temporaneamente uno spazio pubblico per proporre diversi modi di utilizzarlo creando nuovi luoghi del giocare. Questa architettura utilizza la struttura prefabbricata dei ponteggi multidirezionali da cantiere per svilupparsi in altezza in una serie di piani e volumi capaci di rispondere alle esigenze dei diversi giochi che può ospitare. Questo tipo di struttura esprime al meglio l’idea di occupazione temporanea di uno spazio, garantendo ristretti tempi di costruzione e smontaggio e rendendola una possibile costruzione itinerante.
Lo sfalsamento in altezza dei diversi piani della struttura favorisce l’articolazione di un percorso che dallo spazio pubblico arriva all’ultimo piano della costruzione, definendo ambienti di altezze e usi diversi. I containers, inseriti nella maglia strutturale, offrono degli ambienti più riparati e controllati dove si possono inserire funzioni particolari (bar, videogames, ..). L’azione stessa del gioco però non rimane confinata nella nuova struttura ma invade lo spazio pubblico circostante attraverso il canestro da basket, la porta da calcio, le rampe da skate e la parete d’arrampicata. I piani superiori sono provvisti di diverse attrezzature, come ping-pong, biliardo, calciobalilla, videogames, giochi per bambini, tavoli e sedute per giochi da tavolo, carte e scacchi. Le diverse piattaforme e volumi che si sviluppano in altezza permettono inoltre di godere di viste particolari sullo spazio pubblico in cui l’opera si inserisce e sulla città in generale.
Giocare è un’attività che coinvolge l’intera comunità. Questo nuovo spazio pubblico, incentrato sul tema del gioco, diventa un nuovo luogo d’incontro, uno spazio di scambi tra diverse generazioni, un ambiente vivo, ricco di relazioni sociali.
Il gioco è un pretesto per raggiungere questo obiettivo.