by PLinto
30. June 2010 00:00
Diversi?
Jessica Jacqueminaz
Argent De Posh
Marco Lana
Chiara Lucchini
Matteo Lucchini
Alberto Savettiere

“Diversi?” interpreta il gioco come una opportunitàdi socializzazione, di incontro-confronto e diintegrazione, utilizzando l’immagine dell'improntadigitale come se fosse la pedina di un gioco di colorial quale tutti sono legittimati a partecipare.Il gioco.Attraverso l'impronta digitale chiunque può essereindividuato all'interno dello spazio sociale, diventandoun soggetto pubblicamente riconoscibile ericonosciuto.Le impronte sono inoltre la traccia attraverso la qualeviene data prova delle nostre azioni.Ognuno di noi ha un'impronta.Ogni impronta è simile alle altre.Ogni impronta è dettagliatamente differente.L'impronta digitale è diventata oggi l'icona delladiscriminazione, del sospetto, della diffidenza per chiè diverso, da utilizzare come evidenza di un reato.L'impronta digitale è invece il segno distintivo dellanostra individualità, di ciò che ci rende particolari edunici.L'inchiostro nero che macchia il dito di unosconosciuto alle frontiere serve a catalogare i cittadini,ma ne spegne la personalità, determinando chipreme il pollice sul tampone come un elemento nonaltrimenti identificabile: un UFO minaccioso ediversamente non-conoscibile.La nostra installazione ribalta lo strumento utilizzato perclassificare gli sconosciuti, trasformandolo in ungioco attraverso il quale esprimere la nostraparticolarità, per ribadire - giocando e colorando -come la diversità ponga un valore aggiunto all'internodei nostri piccoli spaventati recinti contemporanei.Non più una sola macchia nera e minacciosa come lepareti esterne dell'installazione - in cui le persone sonoombre scure e indeterminate - , ma un luogo libero ecolorato, creativamente e liberamente macchiato datante impronte di colore diverso, lasciate a piacereall'interno di uno spazio comune, inizialmente pensatocome bianco ed indefinito, e che assumeràsfumature e forma attraverso il contributo di chi,deliberatamente o casualmente, vorrà attraversarlo epopolarlo di segni.Segni di ogni colore e sopra ogni parete dello spazio(sopra ogni angolo, sopra ogni bordo ...), secondo ilproprio istinto, le proprie abitudini, la propria fantasia.Magari fino a che le pareti non basteranno più acontenere tutti i colori, a contenere tutti i segni.
